Non sono molti i resti di epoca paleocristiana che si conservano a causa delle sovrapposizioni e distruzioni effettuate nei secoli: in Campania è conservato un complesso basilicale di enorme interesse archeologico nel territorio nolano, il Complesso Basilicale Paleocristiano di Cimitile.
A questo periodo risale la costruzione da parte di San Paolino di una nuova grande basilica, lastricò la strada che conduceva a Nola e costruì alloggi per i poveri e i pellegrini. Il nuovo complesso, essendosi impiantato su un’area sepolcrale, ereditò il nome di Cimiterium, da cui si ottenne nei secoli il toponimo Cimitile.
Il celebre santuario fu meta di pellegrinaggi per tutto il Medioevo, secoli in cui fu danneggiato da una alluvione, dalle scorrerie di saraceni e ungari, fino a quando nel XVI secolo attrasse l’attenzione della famiglia Albertini, una delle più prestigiose dell’aristocrazia nolana. Fu Girolamo I Albertini ad acquistare dal re di Polonia il feudo di Cimitile, pagando una somma di 6400 ducati e la famiglia mantenne il possesso fino al 1806.
Ed è così che giungono fino a noi sette edifici di culto in un’area di 9000 m², che hanno continuità di vita dall’epoca paleocristiana al medioevo e dedicati ai Santi Felice, Calionio, Stefano, Tommaso e Giovanni, ai SS. Martiri e alla Madonna degli Angeli.